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lunedì 2 settembre 2013

L'Australia vista dall'Italia - opinioni di aspiranti immigrati: Giovanni

“Ho parenti di qua e di là e....stai attento all'aeroporto che ti arrestano”.  Ecco cosa l'italiano medio dice dell'Australia.

A parte gli scherzi, nella recente intervista fatta a Giovanni, che a breve inizierà la sua esperienza Australia in compagnia della sua ragazza, si legge la voglia di crearsi un futuro.

Ancora una volta, come confermato da molti giovani immigranti, l'Italia sembra aver chiuso le porte ad una generazione che si trova travolta dagli effetti indiretti della crisi.

Alta concorrenza, contratti di lavoro brevi, incertezza sul rinnovo del lavoro...ma in generale, difficoltà nel trovare qualcuno che voglia investire nei giovani.

Questo è un lato della medaglia, ma dall'altro lato ci sono anche giovani che ormai non hanno più la forza di mettersi in gioco in Italia e sopportare delle condizioni di lavoro che non gli si spettano. 

In Australia probabilmente gli italiani sono molto più aperti a fare lavori più umili poiché ci vedono il vantaggio che lavorando bene e impegnandosi possono ottenere qualcosa. Da non sottovalutare che in Australia tutti i lavori sono pagati meglio che in Italia, per cui anche in caso di insoddisfazione professionale almeno rimane la gratificazione economica.

Ma vi lascio alle parole di Giovanni, nelle quali forse vi riconoscerete.

1) Da dove vieni e cosa fai/facevi in Italia?
Ciao a tutti, mi chiamo Giovanni e sono di Milano, più precisamente vivo a Paderno Dugnano, ad una quindicina di km dal Duomo. 

Nella mia vita ho avuto diverse esperienze lavorative dall'aiuto cuoco a cameriere, dal merchandiser al porta lettere e infine, essendo un geometra diplomato, a progettare cucine industriali nella sezione scuole per una multinazionale francese. 

2) Come viene vista l'Australia dagli occhi di un italiano che vive in Italia?
Mi viene il sorriso a rispondere a questa domanda ed ora spiegherò il perché. In questi ultimi mesi mi sono imbattuto in amicizie di vecchia data e, tra le tante domande ricevute, capita sempre la classica “Allora? Come va?” al che è inevitabile rispondere “C'è di nuovo che vado in Australia per un anno”. 


La reazione di chi ti ha fatto la domanda è sempre la stessa, sgrana gli occhi e nel racconto di cosa pensano sul luogo escono sempre questi due punti : “ho parenti di qua e di là e....stai attento all'aeroporto che ti arrestano”. 

Ma a parte queste due cose, l'italiano medio vede nell'Australia, L'AMERICA del terzo millennio, patria di libertà sotto ogni punto di vista e meta perfetta per imparare l'inglese viaggiando in una terra a dir poco fantastica.

3) Perché lasci l'Italia? 
Ahimè lascio la mia terra perché la crisi, purtroppo, ha attaccato anche le grandi aziende come la mia le quali, sotto la pressione fiscale e la mancanza di investimenti da parte dello Stato Italiano, hanno portato a dovere fare attenzione ai budget di spesa. 

Nel mio caso personale, avendo un contratto a tempo determinato in sostituzione di una maternità, passato il tempo massimo prorogabile, hanno preso la decisione di terminare il rapporto di collaborazione. 

Quindi, ritrovatomi all'età di 26 anni, fidanzato con una ragazza magnifica, la quale ha ricevuto il mio stesso trattamento da una grossa catena di supermercati, abbiamo pensato bene di giocarci questa carte del visto Working Holiday Visa. 

Siamo arrivati a questa decisione perché la competizione dalle nostre parti è ormai altissima, per noi giovani ci sono solo contratti che non permettono di pensare al futuro e perché volevamo provare una convivenza che qua non ci potevamo permettere. 

4) Cosa ti aspetti da questa esperienza?
A dir la verità mi aspetto tutto e niente, non ho ben chiaro cosa mi possa capitare perché è una terra strana. 

A quanto ne so ti permette di approcciare con persone definite “EASY” (cosa che qua in Italia, neanche dei parenti ti puoi fidare) che con semplicità ti posso aprire mille porte. Ogni giorno, a quanto mi è stato detto, dietro ogni angolo che vedi ti può capitare un'esperienza straordinaria capace di arricchirti personalmente e professionalmente, quindi mi è un po' difficile risponderti con precisione. 

Se mi chiedessi invece “Cosa vorresti fare in Australia?” risponderei direttamente “Tutto ciò che non son riuscito a fare in Italia”.

Come dicevo prima, essendo un Geometra Diplomato, ho sempre voluto provare la vita da cantiere, ma in Italia se non hai minimo 5 anni di esperienza, puoi solo sognartelo, anche perché non si trova nessuno che abbia intenzione di formare un ragazzo. 

Ci sono tantissime altre occupazioni che vorrei provare e tanti altri sogni nel cassetto che spero di poter aprire e godermeli, ma per ora mi fermo qua.

5) Cosa pensi che ti mancherà di più dell'Italia?
Quasi senza neanche pensarci ti rispondo LA FAMIGLIA...voglio esser sincero perché non ho nulla da nascondere. Ho una mamma come tante che è molto apprensiva, abbastanza possessiva che dimostra coi fatti il sentimento che prova per me ed un padre alla vecchia maniera, poco sentimentale e quasi burbero nei modi di fare. 

Anche io ho i miei difetti e credo che uno di questi sia quello di non dimostrare quanto bene voglia a loro, oltre a quanto sia grato di non avermi mai fatto mancare nulla e di darmi la possibilità di vivere questa esperienza. 

Ciò che mi mancherà più di tutto sono loro che ripongono in me, la speranza di una serena vecchiaia. 

Voglio concludere questa intervista ringraziandoti per l'opportunità che mi hai dato nell'esprimere la mia situazione e con la speranza di poterti stringere la mano per il supporto che dai a ragazzi come me, ti porgo i miei più distinti saluti!

Ringrazio Giovanni per la disponibilità!

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